Thinking…

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“Avresti potuto tranquillamente insegnarla tu, nonno, questa meravigliosa materia! Solo ad ascoltarti, nonostante non sia facile conoscendo il tuo grande problema, trasmetti quel profondo piacere che provi soltanto quando vengo a chiederti uno di quei libri e susciti in me quell’interesse che ha la forza di trasportarmi in epoche mai vissute da averne persino nostalgia!”
È proprio vero che, durante gli anni scolastici, lo studio rivolto verso determinate materie, quali -una a caso!- la storia, non sempre risulta piacevole -e quindi svolto solo per dovere.
Io ne sono l’esempio vivente.. Ho sempre odiato la storia durante i miei anni scolastici. Ricordo ancora un’interrogazione fatta alle superiori, una di quelle interrogazioni a episodi perché secondo la mia prof. non ero capace di esprimere un concetto, o meglio non ero capace di parlarle di illuminismo e rivoluzione francese. Ti interrogo oggi, ti interrogo domani e ancora ..anche dopodomani, quando non potendone più scoppiai in un pianto isterico di fronte i suoi occhi. Ricordo quella maledetta interrogazione come se fosse accaduta ieri.
Ad oggi, però, sono certa di una cosa.. Che gli argomenti trattati in quell’interrogazione rientrano tra quelli che più mi affascinano ed insieme ad altri che mi lasciano fantasticare riportandomi indietro nel tempo..
E Tutto questo è accaduto non perché lei è stata “severa” nei miei riguardi interrogandomi più volte di seguito; tutto questo accade semplicemente perché “studiamo” anche in base al modo in cui ci vengono presentate determinate materie e al tempo tutto è stato fatto tranne che essermi stata presentata con piacere questa materia come ha fatto, invece e per fortuna, qualcuno altro da un po’ di anni a questa parte.

Un bel giorno prenditi e portati via

Un bel giorno di sole prenditi e portati via..  Stacca la spina e decidi una meta.

La meta è partire.” citava Ungaretti.

Partire anche se per un giorno solo. Partire per la Calabria, precisamente verso il primo paese di questa meravigliosa regione: Rocca Imperiale.

Non sto a dilungarmi con le parole.. inizio subito col mostare le foto scattate durante una domenica di marzo con una breve descrizione per ciascuna.

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Lui è mio nonno paterno. Non ho resistito un attimo a catturare questo scena: una breve sosta durante la visita al paese natio della nonna Antonietta, sua moglie, purtroppo non più in vita. Nonostante le gambe gli urlassero tregua,  la voglia di rivisitare questo paese, rimembrando vecchi ricordi, è stata, decisamente, più forte.

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Grazie alla gentilezza e all’ ospitalità dell’attuale padrone della casa  ho potuto fare questo scatto.. catturando questo meraviglioso spettacolo. Un panorama da mozzare il fiato. C’è da dire che il balcone dal quale ho scattato la foto è il balcone sul quale , tanti anni fa, forse e magari, ci stendeva i panni la madre di mio nonno: la mia bisnonna.

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Questa è la Chiesa di Santa Maria del Cielo Assunta. Piccola e di stile romanico puro è stata costruita nel 1239, al tempo dell’imperatore federico II di Svevia.

Passeggiando qua e la, percorrendo vie e viottoli, uno scatto qui ed uno li  tra un vicolo e l’altro del paese dei limoni e della poesia. Mica male per un paese che conta poco più di 3000 abitanti.

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Ad un tratto, immediatamente, la mia attenzione è stata catturata da questo portone con su la scritta TELEFONO. Giorni addietro, riguardando le foto scattate, mi sono soffermata più del dovuto su questa e vari pensieri  hanno travolto la mia mente.. Gli squilli telefonici del “ti sto pensando”…bei tempi quelli, belli davvero! La mia adolescenza non la cambierei per niente al mondo con quella dei ragazzi di oggi. Sono orgogliosa di averla vissuta ricevendo un cellulare da quattro soldi solamente dopo aver compiuto 16 anni! Riflessioni scaturite da un distacco forzato da internet. Mi fermo un attimo.. E guardando questa foto, scattata una settimana fa, penso: forse, ancor prima che io nascessi, l’adolescenza dei ragazzini di un tempo è stata decisamente migliore della mia- sotto certi aspetti, lo ammetto! Un cellulare?! Non si sapeva nemmeno cosa fosse! La tecnologia!? Più contro che pro.

Una volta aver raggiunto la parte più alta di questo paese, posizionato su di una rocca, non a caso il nome del paese Rocca Imperiale.. ecco che mi ritrovo a dover fare i conti con uno dei luoghi che più mi affascina da tempo: il castello.

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Il Castello Svevo è posto sulla sommità di un colle che abbraccia il centro storico di Rocca Imperiale che, con le sue abitazioni caratteristicamente disposte a gradini, si presenta come un borgo dall’aspetto caratteristico  di un paesaggio di presepe, specie di notte quando è illuminato.
La fortezza, costruita a partire dal 1221, è ubicata a circa 200 metri sul livello del mare e venne fatta costruire per disposizione di Federico II di Svevia in un luogo di estrema importanza dal punto di vista militare e strategico in quando posto praticamente sulla Via Publica Apulia , quindi , vista l’ubicazione in altura, serviva da torre di guardia per il controllo della strada che costeggia il mar Ionio.
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Una volta salita su questa torre, una piacevolissima sensazione mista di libertà e adrenalina mi ha travolto l’anima e ha fatto si che gli occhi si chiudessero da soli dopo aver ammirato un quadro di solo tre colori: celeste, azzurro e verde.
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In realtà sono una nostalgica di epoche mai vissute,  il 1988 non mi si addice affatto. Non a caso, uno dei miei film preferiti in assoluto è Marie Antoinette di Sofia coppola. La visita al castello di questo paese ha fatto impazzire la mia immaginazione tra un click e l’altro. Mi ha riportato indietro nel tempo, in quel tempo fatto di maestosi palazzi, grandi tenute, residenze estive e castelli con giardini sempreverdi di principi e re. Tra ingenuità e frivolezze alcune, contesse e duchesse, dame, conti e cavalieri che vivono di intrighi e passioni, in un abito pomposo e l’altro, di banchetti in festa al suon del clavicembalo in grandi sale drappeggiate da arazzi e argenteria scintillante, altre arredate da letti a baldacchino, grandi camini ardenti e pareti affrescate. Cocchieri, carrozza e cavali bianchi attendono sua Maestà: la meta è partire!
..e poi ci sono io nelle foto scattate da mia madre: “Siediti li, su quella specie di muretto, che te la scatto io una foto!”
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Dopo essere andata via da questo paese mi sono tornate in mente alcune  parole di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”

 

 

L’essenziale è invisibile agli occhi | #postoutfit

Indosso uno dei pullover che più preferisco: la sua morbidezza mi avvolge in un abbraccio di calore..
I pantaloni li ho acquistati qualche anno fa da #zara. Sono affezionata a loro perché io ed una mia cara amica decidemmo di comprarne un paio ciascuno, dello stesso colore. Ovviamente, è capitato tante volte di indossarli -senza metterci d’accordo- durante la stessa serata! Se questa non è vera amicizia..
Sobria -semplice e un po’ troppo banale?!?

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Attenzione il particolare c’è e come se c’è -come sempre d’altronde- ma è nascosto in questa foto.. Come si suol dire “l’essenziale è invisibile agli occhi” ^.*

Ma ve lo faccio subito notare tramite quest’altra foto..

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Come indossare sandali col tacco -anche- in inverno? Può sembrare un’idea pazza, un controsenso. considerando le basse temperature  che ci accompagnano durante questa stagione. Basta saperli indossare nel modo giusto e scegliendo il modello più adatto. Assolutamente da evitare strass, sandali gioiello tipicamente estivi, molto nudi e ricchi di cinturini di poco spessore. Meglio optare per modelli con plateau, fasce e cinghie ampie e avvolgenti: il plateau aiuta a sentire meno il contatto con il terreno, quindi anche con il freddo (certo non fa miracoli, precisiamo, ma aiuta). Ma come indossarli? Non ho ancora precisato questo aspetto.. Semplice! Indossando dei calzini differenti dal solito cotone, ma con finiture  sbrillucicose (come i miei), oppure ancora con dei collant in lana magari abbinati in contrasto di colore ad un maxi maglione. Tutto ciò, ovviamente, da evitare infatti in caso di pioggia, neve.

E per finire vi mostro un altro capo al quale sono molto affezionata: “il cappotto della nonna”!

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Ah dimenticavo qualora aveste bisogno di consigli.. fatevi avanti, non abbiate timore 😀 Mi farebbe solo tanto tanto piacere.

Forbidden colors

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Anche se nascosto dietro batuffoli di ovatta.. ogni volta che cerco di ammirare il tramonto ho una sensazione a tratti strana ad altri piacevole.. È come se l’anima si liberasse da qualcosa che mi schiaccia il respiro. Inspiro e tiro fuori tutto ciò che è racchiuso dentro di me.
Volentieri stendo e raccolgo i panni su in terrazza.. Se poi la natura mi riserva questi doni preziosi!

Il palloncino fuxia

Passeggiando tra gli incantevoli e pittoreschi vicoli del Barri Gòtic – Barcellona-  ecco che spuntò questa macchiolina fuxia. Qual buon vento ha fatto si che questo palloncino arrivasse fin qui, quanti km avrà volato per posizionarsi su questa lanterna o magari impigliarsi senza volerlo. Quella piccola piazza riservava qualcosa di speciale, oltre a far rivivere, o meglio a far respirare aria medievale (una delle epoche nelle quali mi sarebbe tanto piaciuto vivere) ..riservava la storia del palloncino fuxia.
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Wedding outfit

Con un “tantino” di ritardo posto qui..su questa paginetta del mio “diario” l’outfit indossato al matrimonio di una mia amica.. quest’estate.
La cerimonia è stata celebrata in serata e per l’occasione ho scelto un long-dress panna semplicissimo (e nonostante se ne dicano di tutti i colori.. mai indossare il colore dell’abito della sposa, che sia bianco o panna, io ho trovato fortunatamente tutto ciò che desideravo in pochi metri di stoffa e del colore che ho sempre desiderato.. ragion per cui perché avrei dovuto non comprarlo?!) Ho impreziosito l’abito con degli orecchini color oro vintage (testati, poiché di mia mamma). Ho abbinato una pochette bi-colore panna e salmone, sandali neri (tanto non si vedevano) e un maxi-foulard nero in seta, anche lui ereditato da mia mamma (fortunata io ..eh?!). Per quanto riguarda acconciatura capelli e make-up tutto fai da me, precisamente mia madre è stata la mia hair-stylist e aggiungo.. pure fotografa.
Cosa ne pensate??? Aspetto i vostri commenti..
e se vi va passate dalla mia pagina facebook World of outfit by Mary.

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